Banche
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Le banche, nello svolgimento delle proprie attività, sono in grado di produrre degli effetti ambientali (positivi e negativi) a causa del comportamento di soggetti esterni – clienti - e, talvolta, le banche sono ritenute responsabili per i comportamenti ambientalmente poco sostenibili dei propri clienti.

Ciò che si richiede sempre di più al settore bancario – che gestisce una leva fondamentale, quella del credito - è quello di esercitare sempre una maggiore influenza sui principali soggetti economici, indirizzando le imprese verso pratiche più attente alla sostenibilità, ad esempio:

  • finanziando in maniera prevalente settori ritenuti più sostenibili da un punto di vista ambientale;
  • non finanziando settori poco attenti alle tematiche ambientali;
  • riconoscendo, a parità di merito creditizio, condizioni di favore ad imprese che presentino minori profili di rischiosità ambientale;
  • creando specifiche “plafonature” su prodotti di investimento e finanziamento “verdi”.

In questo processo evolutivo, l’adozione di un approccio costi benefici alla valutazione della sostenibilità delle attività della banca e, in particolare, l’integrazione della valutazione dei costi esterni come elemento addizionale del sistema di monitoraggio e  gestione delle performance ambientali, può  essere di aiuto, in quanto:

  • la banca può iniziare a valutare in maniera unitaria (metro monetario) le proprie performance ambientali, affrontando prima gli effetti diretti e poi anche quelli indiretti a monte, associati ai rapporti di fornitura;
  • la banca può disporre di un approccio economico per iniziare a integrare nei propri processi di valutazione del merito creditizio la misurazione delle esternalità ambientali delle imprese in fase di affidamento.  Eventualmente, questo consentirebbe di “premiare” le aziende che presentino, ceteris paribus, migliori credenziali dal punto di vista ambientale (con una minor esposizione alle esternalità ambientali);
  • la banca può migliorare l’informazione e la gestione delle linee di credito “green” (adozione di tecnologie in grado di ridurre i “carichi ambientali” in specifici settori, come rinnovabili o efficienza energetica). In questo caso, l’informazione di costo esterno evitato dai progetti d’investimento tecnologico permette di evidenziare meglio il contributo della banca in termini di  responsabilità ambientale, soprattutto nel caso di condizioni agevolate per le tecnologie/progetti più performanti.

ECBA Project, attraverso l’adozione di un approccio valutativo sistematico, fornisce agli intermediari finanziari un Report di "esposizione al rischio ambientale dei portafogli di investimento", basato sull'appartenenza settoriale degli assets, finalizzato alla:

  • individuazione dei KVD dei portafogli da sottoporre ad analisi economica;
  • valutazione delle esternalità ambientali dei portafogli;
  • stima del merito ambientale dei portafogli,
  • confronto tra i dati della specifica banca con quelli medi di settore e con i dati dei principali competitors nazionali ed internazionali.

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