ECBA Project

ECBA Project

Analisi costi benefici di progetti e politiche di investimento
URL del sito web: http://www.ecbaproject.eu
Domenica, 02 Dicembre 2012 13:55

Appraisal

Recoted Appraisal, primo modulo della suite Recoted, è finalizzato all’analisi preventiva dei bisogni degli stakeholder del territorio, alcoinvolgimento della collettività nei processi decisionali pubblici ed alla verifica del livello di accettazione sociale di talune decisioni pubbliche.

Attraverso la somministrazione di apposite Survey è possibile:

  • avere a disposizione un set di dati che misura il livello di accettazione delle loro future scelte economiche;
  • poter reperire dati “on field” sugli attributi caratterizzanti, ossia sulle priorità riconosciute dalla collettività di riferimento;
  • poter disporre di report territoriali che agevoli i decisori nella gestione delle dinamiche territoriali.

Vedi anche:

Analisi dei bisogni

Per tenerti informato e dare il tuo contributo sulla tematica dell'analisi costi-benefici e le valutazioni finanziarie, economiche, sociali ed ambientali di progetti e politiche di investimento, segui il nostro gruppo su Linkedin.

icona_linkedin_2

Giovedì, 06 Giugno 2013 15:07

Imprese

ricerche-rapporti

Le imprese operano in un contesto di riferimento e devono rispondere in maniera diretta agli altri attori sociali presenti in quel determinato contesto: consumatori, dipendenti, azionisti, comunità locali, istituzioni locali e nazionali, finanziatori, etc.

In un tale contesto relazionale, ogni impresa dovrebbe massimizzare il valore per gli stakeholders, minimizzando i rischi ambientali potenziali associati alla normale operatività aziendale: un tale approccio consentirebbe all’impresa di acquisire o mantenere un vantaggio competitivo, dialogando in maniera razionale e diretta con tutti i legittimi portatori di interessi e fornendo preventivamente informazioni dettagliate sul proprio merito ambientale, sulla propria esposizione al rischio potenziale ambientale e, più in generale, sulle proprie performance sociali. Un approccio siffatto sarebbe rivolto a tutti gli stakeholders d’impresa, ed in particolare:

  • ai consumatori, che sono la risorsa più importante di ogni impresa e che orientano sempre di più le scelte verso imprese caratterizzate da una forte attenzione all'ambiente, ai comportamenti sostenibili d’impresa ed alla qualità dei prodotti e dei processi;
  • al settore finanziario, che fornisce i capitali per la crescita e lo sviluppo delle attività d’impresa e che riconosce, in fase di affidamento di risorse finanziarie, notevole peso al merito ambientale ed all’esposizione al rischio ambientale delle imprese;
  • alle comunità locali, che rappresentano l’interfaccia più prossima dell’impresa e con i quali è necessario instaurare una relazione serena, partendo anche dal presupposto che sia le banche (soprattutto quelle locali) che i fondi di investimento (orientati alla sostenibilità) tendono a finanziare sempre di più le imprese che hanno un rapporto positivo – o comunque non conflittuale - con le comunità locali (soprattutto per il rischio associato a contestazioni o possibili boicottaggi);
  • agli investitori, che sono alla costante ricerca di strumenti finanziari che riescano a coniugare obiettivi di rendimento adeguati con finalità di responsabilità sociale ed ambientale e che non vogliono che i propri risparmi siano utilizzati per finanziare società poco sensibili a problemi ambientali.

stakeholders_2

Ogni impresa orientata alla creazione di valore dovrebbe quindi misurare sistematicamente ed in modo comparabile le proprie esternalità – ed in generale il proprio merito ambientale -, in quanto:

  • solo attribuendo un valore economico alle esternalità di impresa sarà possibile effettuare confronti spaziali (confronto con benchmark settoriali e tra imprese dello stesso settore) e temporali (serie storiche finalizzate a far cogliere i benefici di specifici investimenti in tecnologie migliorative) e confrontare, con un metro di valutazione comune, la produzione di esternalità con i livelli di ricchezza economica generata (a parità di ricchezza economica distribuita, quali settori/attività economiche producono maggiori esternalità);
  • solo attraverso l’adozione di un processo misurabile sarà possibile dare “spessore” e “validità comunicativa” al concetto di sostenibilità d’impresa.

Ogni impresa, quindi, dovrebbe chiedersi:

Come è possibile minimizzare l’esposizione al rischio ambientale e massimizzare le opportunità che l’essere percepito come “green firm” potrebbe comportare?

In che modo è possibile quantificare, in termini monetari, le esternalità ambientali di impresa?

ECBA Project, sulla base dei dati forniti dall’impresa o, in assenza di dati puntuali, sulla base dei dati reperibili dalle statistiche e da basedati di settore, realizza valutazioni finalizzate:

  • ad individuare i principali driver – KVD - che determinano il rischio ambientale potenziale;
  • a valutare economicamente le esternalità associate;
  • a quantificare l’esposizione al rischio potenziale (Exposure to Potential Risk – EPR);
  • a stimare il merito ambientale della specifica impresa, in rapporto alla ricchezza economica creata;
  • ad implementare le tecnologie idonee a ridurre l’esposizione al rischio e rivisitare i processi produttivi e la supply chain, disegnando percorsi virtuosi di miglioramento del merito ambientale;
  • a redigere Report valutativi in grado di far emergere, anche nel confronto con il settore di appartenenza o con altre imprese top player nel proprio settore, il merito ambientale specifico dell’impresa, in modo tale da consentire all’impresa di comunicare periodicamente i miglioramenti in termini di esposizione al rischio potenziale.

imprese_figura_2

Vedi anche:

BANCHECSR_2

ASSOCIAZIONICSR_2

Giovedì, 06 Giugno 2013 15:11

Banche

ricerche-rapporti

Le banche, nello svolgimento delle proprie attività, sono in grado di produrre degli effetti ambientali (positivi e negativi) a causa del comportamento di soggetti esterni – clienti - e, talvolta, le banche sono ritenute responsabili per i comportamenti ambientalmente poco sostenibili dei propri clienti.

Lo sanno bene i principali stakeholder delle banche (il territorio, i media, gli investitori istituzionali, i clienti, il legislatore, le organizzazioni non governative – ONG - e le altre istituzioni finanziarie internazionali), sempre pronti a segnalare comportamenti poco corretti da un punto di vista ambientale e ad associare l’insostenibilità ambientale dei soggetti finanziati ai soggetti finanziatori.

Ciò che si richiede sempre di più al settore bancario – che gestisce una leva fondamentale, quella del credito - è quello di esercitare sempre una maggiore influenza sui principali soggetti economici, indirizzando le imprese verso pratiche più attente alla sostenibilità, ad esempio:

  • finanziando in maniera prevalente settori ritenuti più sostenibili da un punto di vista ambientale;
  • non finanziando settori poco attenti alle tematiche ambientali;
  • riconoscendo, a parità di merito creditizio, condizioni di favore ad imprese che presentino minori profili di rischiosità ambientale;
  • creando specifiche “plafonature” su prodotti di investimento e finanziamento “verdi”.

In questo processo evolutivo, l’adozione di un approccio costi benefici alla valutazione della sostenibilità delle attività della banca e, in particolare, l’integrazione della valutazione dei costi esterni come elemento addizionale del sistema di monitoraggio e  gestione delle performance ambientali, può  essere di aiuto, in quanto:

  • la banca può iniziare a valutare in maniera unitaria (metro monetario) le proprie performance ambientali, affrontando prima gli effetti diretti e poi anche quelli indiretti a monte, associati ai rapporti di fornitura;
  • la banca può disporre di un approccio economico per iniziare a integrare nei propri processi di valutazione del merito creditizio la misurazione delle esternalità ambientali delle imprese in fase di affidamento.  Eventualmente, questo consentirebbe di “premiare” le aziende che presentino, ceteris paribus, migliori credenziali dal punto di vista ambientale (con una minor esposizione alle esternalità ambientali);
  • la banca può migliorare l’informazione e la gestione delle linee di credito “green” (adozione di tecnologie in grado di ridurre i “carichi ambientali” in specifici settori, come rinnovabili o efficienza energetica). In questo caso, l’informazione di costo esterno evitato dai progetti d’investimento tecnologico permette di evidenziare meglio il contributo della banca in termini di  responsabilità ambientale, soprattutto nel caso di condizioni agevolate per le tecnologie/progetti più performanti.

Ma è possibile monetizzare il merito ambientale di uno specifico settore o di una determinata attività economica?

E’ possibile stabilire il merito ambientale di un impresa in relazione al valore economico creato dalla stessa?

E’ possibile monetizzare il beneficio che si avrebbe finanziando attività “green” rispetto ad altre attività tradizionali?

In linea generale, è possibile quantificare gli sforzi posti in essere da una banca per favorire percorsi aziendali ambientalmente e socialmente sostenibili?

ECBA Project, attraverso l’adozione di un approccio valutativo sistematico, fornisce agli intermediari finanziari un Report di "esposizione al rischio ambientale dei portafogli di investimento", basato sull'appartenenza settoriale degli assets, finalizzato alla:

  • individuazione dei KVD dei portafogli da sottoporre ad analisi economica
  • valutazione delle esternalità ambientali dei portafogli;
  • stima del merito ambientale dei portafogli,
  • confronto tra i dati della specifica banca con quelli medi di settore e con i dati dei principali competitors nazionali ed internazionali.

banche_figura_2

Vedi anche:

BANCHECSR_2

ASSOCIAZIONICSR_2

Giovedì, 06 Giugno 2013 15:12

Associazioni di categoria

ricerche-rapporti

Le Associazioni di categoria svolgono, soprattutto in un contesto di crisi e di risorse pubbliche limitate, come quello attuale, un’attività fondamentale per i propri associati, esercitando un’azione di lobbying continua sia nei confronti dei decisori politici (organi legislativi ed esecutivi nazionali, sovranazionali e sub-nazionali, autorità indipendenti di regolazione, etc.) che nei confronti dell’opinione pubblica in generale, fornendo a questi una serie di informazioni dettagliate, in grado di segnalare, in maniera puntuale e con rigore metodologico, i punti di vista dell’Associazione e la bontà e la legittimità delle proprie istanze e delle proprie scelte.

A questa situazione si aggiunge la “moda dei forum” di discussione, in grado di influenzare le scelte dell’opinione pubbliche, talvolta in maniera non giustificabile.

D’altro canto sia i decisori che l’opinione pubblica, per prendere decisioni eque e razionali e crearsi un’idea non distorta, devono poter disporre di studi e ricerche approfondite in grado di dimostrare le tesi sostenute dalle organizzazioni di categoria.

Qualche esempio:

Al fine di incentivare un trasporto più sostenibile, qual è un equo livello di contribuzione pubblica da riconoscere alle modalità di trasporto meno inquinanti? Quali modalità di trasporto alternativo andrebbero maggiormente sostenute ed incentivate, sulla base delle performance ambientali?

In che modo posso giustificare l’istanza di richiesta di agevolazioni fiscali a favore della una specifica tecnologia?

ECBA Project redige studi e ricerche in grado di valutare il merito ambientale di prodotti e tecnologie alternative, in particolare offrendo:

  • una rassegna della letteratura scientifica ed individuazione dei valori unitari standard più idonei;
  • la redazione di uno o più casi studio di confronto dei benefici ambientali (esternalità evitate) fra tecnologie alternative in determinati settori prescelti;
  • l’analisi dei meccanismi incentivanti vigenti nei singoli settori di confronto e sviluppo di simulazioni degli  incentivi basate sul criterio alternativo del livello di merito ambientale;
  • la produzione di un Report analisitico completo.

Vedi anche:

imprese_CSR2

BANCHECSR_2

Giovedì, 27 Settembre 2012 16:11

Convegno Port & Shipping Tech

Green Shipping Summit

Innovazione navale, tecnologie, e nuovi carburanti per l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale del trasporto marittimo

 

Convegno Internazionale in collaborazione con Confitarma ed Ecba Project

Nonostante la grande tradizione dell’Italia nell’ingegneria navale, nella cantieristica e nella gestione armatoriale, l’attuale fase di crisi e gli scenari di evoluzione ambientale stanno sottoponendo le imprese del settore marittimo a profondi e impegnativi processi di ristrutturazione e innovazione che, se non accompagnati e supportati da un impegno complessivo del nostro sistema di governo, rischiano di veder vanificati i propri sforzi a fronte di una competizione internazionale sempre più accesa e organizzata a livello di sistema.

Lo stimolo ambientale all’innovazione tecnologica riguarda ormai tutte le sfere del trasporto marittimo: dalla creazione nei porti di un sistema logistico-infrastrutturale idoneo per la fornitura di combustibili marini a ridotto impatto ambientale, come l’LNG, capaci di soddisfare i futuri requisiti delle normative ambientali a condizioni economicamente redditizie, alla progettazione e costruzione di navi a basso consumo energetico e dotate di sistemi di alimentazione innovativi, agli interventi in retrofit sulle navi per una gestione economicamente efficiente delle operations energetiche e ambientali (energy saving devices, sistemi di trattamento delle acque di zavorra a basso consumo, depurazione degli scarichi, filtraggio oli di sentina, raccolta differenziata e minimizzazione dei rifiuti), ai sistemi di monitoraggio e di gestione  integrata dei fattori di spreco e di rischio. In particolare, affinchè  i nuovi combustibili a basso impatto ambientale siano resi disponibili nei porti, occorre uno sforzo congiunto e coordinato di tutti i soggetti pubblici a vario titolo competenti negli iter di realizzazione delle infrastrutture a terra e per il rilascio delle concessioni per i nuovi servizi di bunkeraggio.

L’edizione 2012 del Green Shipping Summit si propone di coinvolgere e stimolare l’attenzione di tutti i soggetti coinvolti - amministrazioni pubbliche, porti, cantieristica nazionale, società di ingegneria e di ricerca navale, fornitori di combustibile e armatori - sulle opportunità di vantaggio competitivo offerte dai diversi filoni di innovazione tecnologica del settore marittimo in chiave ambientale. A questo scopo, l’intera giornata di venerdi 30 novembre sarà dedicata al tema emergente dell’LNG e dei nuovi combustibili per la propulsione navale, mentre il pomeriggio di Giovedi 29 novembre sarà dedicato alle innovazioni riguardanti l’efficienza energetica e ambientale delle navi.

Giovedì 29 Novembre, pomeriggio

Tecnologie  e sistemi per il controllo dei consumi energetici delle navi e per una gestione economicamente efficiente dei requisiti ambientali

Produttori e fornitori di tecnologie e sistemi per l’efficienza energetica e di tecnologie ambientali innovative, armatori e uffici tecnici, cantieri di installazione e riparazione, enti tecnici ed istituzioni si confrontano per individuare percorsi virtuosi di coordinamento volti ad un complessivo rafforzamento competitivo.

 

Venerdì 30 Novembre, intera giornata

LNG per il trasporto marittimo: attrezzare i porti e ammodernare la flotta come fattore di competitività per il sistema Italia

Istituzioni, porti, operatori industriali, progettisti, cantieri navali e armatori si confrontano sulle prospettive offerte dall’LNG e dagli altri carburanti innovativi per il trasporto marittimo, nonché sulle condizioni e azioni necessarie per la costruzione di una filiera nazionale dell’LNG per uso marittimo.

Martedì, 25 Settembre 2012 14:44

Alessandra Lanza - Presidente GEI

L’avventura di questo volume germoglia in seno al Gruppo Economisti d’Impresa e fiorisce grazie alla volontà e all’impegno di un gruppo di soci che dedica il proprio tempo libero e le proprie energie a studiare un tema socialmente molto rilevante, ma troppo spesso confinato ai margini di una cronaca locale, a tratti nazionale, che sempre narra di disservizi legati al ciclo dei rifiuti. È solamente grazie al loro impegno, alla loro costanza, alla loro volontà di sacrificare tempo personale e alla vivacità e onestà del loro confronto intellettuale che questo volume ha preso pian piano forma. L’auspicio è che, al di là dei contenuti estremamente rilevanti del presente volume, quest’esperienza serva di stimolo per convogliare le energie del Gruppo Economisti d’Impresa verso ‘piccoli’ altri traguardi che contribuiscano a rinnovare la visione economica e sociale del nostro paese, restituendogli un senso del futuro che non può prescindere dal nostro impegno personale, anche e soprattutto quando ci costa qualche sacrificio.

Spero che per loro e per tutti i Soci, così come lo è per me, questo lavoro possa essere motivo di orgoglio e sprone a mettere al servizio di tutti, le conoscenze e le esperienze maturate nella vita professionale di ciascuno. Il volume raccoglie le opinioni dei diversi autori ed è frutto di una collaborazione fondata sulla condivisione delle idee e sul confronto aperto e costruttivo. Ciascun autore ha dedicato il suo impegno a trattare i temi che gli erano maggiormente affini, producendo un risultato armonico di tesi ed opinioni, ben argomentate attorno ad un fil rouge comune e che stava a cuore a tutto il gruppo di lavoro: far conoscere in maniera semplice, organica e diretta, temi spesso oggetto di ideologizzazione e varie faziosità. E’ nostro preciso auspicio che il lettore possa trovare qui una trattazione scevra di ideologie, ma basata su fatti e su confronti internazionali che mettano in luce la misura del percorso che il nostro paese deve ancora compiere.

Gli autori trovano nelle conclusioni una sintesi dei loro studi ed avanzano proposte concrete che muovono dalle best pratice internazionali pur calandosi molto pragmaticamente nella nostra realtà.

I vari capitoli del libro si susseguono in un continuum volto a portare il lettore attraverso la normativa, i problemi, le soluzioni adottate da altri paesi europei per giungere poi alle conclusioni per riformare il mondo delle local utility italiano ed approdare ad un modello di gestione dei rifiuti che non solo risolva i problemi di smaltimento così aspramente sperimentati in Italia, ma generi anche valore aggiunto addizionale per la nostra economia.

È con sincera gratitudine che ringrazio tutto il gruppo dei ricercatori impegnati in questo progetto, certa di interpretare anche la sensibilità di tutti i Soci del Gruppo Economisti d’Impresa.

Alessandra Lanza

Convegno internazionale dal titolo: Energie alternative e sostenibilità degli obiettivi al 2020

Interverranno:

Sergio Camillucci – ENEA

Michele Anatone – Università dell’Aquila

Donatello Aspromonte – Economista

Andrea Molocchi - Economista

Dan von der Horst – Birmingham University

Johan Goulsblom – Amsterdam University

Theodore J. Gordon – Millennium Project

Jerome C. Glenn – Millennium Project

Presiedono:

Carlo Mari – Università D’Annunzio

Peter Bishop – Houston University

CONTRIBUTI DI:

Luigi Di Giosaffatte (curatore)

Donatello Aspromonte

Alessandro Addari

Ernesto Anchini

Nicola Cinquino

Abstract:

Il tema della semplificazione amministrativa assume sempre più un valore strategico nel sistema competitivo delle imprese. Da tanti, troppi anni, si parla di lotta alla burocrazia e di semplificazione normativa, ma ad oggi molto risulta ancora da fare.

Certo è che l'incidenza della burocrazia italiana sui costi delle imprese resta un peso troppo grosso da sopportare, alla luce delle ripercussioni che tali costi hanno sul prezzo dei prodotti italiani sui mercati internazionali.

Questo libro, nella parte iniziale, ripercorre le tappe principali del processo di semplificazione amministrativa, definendo una serie di criteri per impostare una seria strategia di semplificazione normativa e procedurale, che vedono nell'apparato metodologico dell'analisi costi-benefici una serie di tools indispensabili per dar vita ad un processo di cambiamento amministrativo.

Nella seconda parte del libro, invece, vengoni illustrati i risultati del progetto IRIDE, fortemente voluto e sviluppato da CONFINDUSTRIA Pescara, sotto il coordinamento scientifico del Prof. Luigi Di Giosaffatte, Direttore Generale di Confindustria Pescara, mediante la costituzione di specifici focus group composti da imprese ed Enti Pubblici sono emersi delle aree di miglioramento e delle best practice che dovrebbero essere prese a modello dalle altre amministrazioni.

GUARDA LA COPERTINA

Dicono di noi

Presentazione del libro "SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. DAL DIRE AL FARE"

La burocrazia e le imprese. Un libro racconta le difficoltà

I costi occulti della burocrazia: Il progetto IRIDE

La semplificazione amministrativa in un libro di CONFINDUSTRIA 

CONFINDUSTRIA PESCARA: il progetto IRIDE e i costi della burocrazia

CONFINDUSTRIA PESCARA: PA, semplificare si può

Conferenza stampa di presentazione: FOTO

E' in libreria il volume: Semplificazione amministrativa. Dal Dire al Fare. Un viaggio nei meandri della burocrazia


SENATO18

di Andrea Molocchi e Donatello Aspromonte

Ora che il nuovo Governo di coalizione sta dimostrando di avere la forza di affrontare i grandi temi del rilancio dello sviluppo economico nel nostro Paese, e visto che ci avviciniamo rapidamente alla fase operativa della nuova programmazione comunitaria   2014-2020,  è arrivato anche il momento per riprendere la riflessione sul ruolo dell’analisi costi benefici a supporto degli investimenti pubblici e pubblico-privati, anche allo scopo di interpretare e governare al meglio il processo di formazione e stratificazione di normative che, a diverso titolo,  stanno diffondendo l’uso dell’analisi costi benefici sia fra gli operatori pubblici che quelli privati. 

APPROFONDIMENTO18

In base all’art. 14 della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, a partire dal 5 giugno 2014, per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di generazione di elettricità, di nuovi impianti industriali o di reti di teleriscaldamento, oltre la soglia dei 20 MW, sarà necessario realizzare preventivamente un’analisi costi-benefici finalizzata a verificare la convenienza economico-sociale dell’opzione progettuale di recupero e riutilizzo del calore rispetto all’opzione di una sua dissipazione nell’ambiente.

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Succ. > Fine >>
Pagina 4 di 6