Giovedì, 14 Aprile 2011 10:47

L'importanza dello Studio di fattibilità nella pianificazione delle opere pubbliche

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FEASIBILITYSTUDIES

Nel ciclo di progetto, lo Studio di Fattibilità ha rivestito, in passato, un ruolo chiave, tanto da divenire il principale documento per la progettazione delle opere pubbliche.

Alla luce, però, delle risultanze delle analisi circa la bontà (o meglio la capacità) di questo strumento di individuare interventi fattibili e sostenibili, alcuni professionisti hanno proposto una rivisitazione del ciclo della progettazione, attribuendo un importanza notevole non tanto alla SdF ma al documento preliminare – Studio di pre-Fattibilità – più incisivo e meno costoso di un tradizionale Studio di Fattibilità.

La tesi, contenuta anche nel libro “Fattibilità e progetto. Territorio, Economia e Diritto nella valutazione preventiva degli investimenti pubblici”, edito da Franco Angeli nel 2011, è sviluppata sulla base di una triangolazione disciplinare tra la progettazione del territorio, l’economia e il diritto amministrativo, che punta l’attenzione sulla sovrapposizione dei ruoli attribuiti allo Studio di Fattibilità:

  • quello tradizionale di verificare ex ante la fattibilità di un intervento
  • quello più innovativo di aiutare gli amministratori pubblici a stabilire “cosa conviene fare” per lo sviluppo di una comunità locale e “come bisogna farlo” per garantirne l’esito positivo.

La posizione è che c’è bisogno di scindere la fattibilità in due fasi, distinte e sequenziali, da ricollocare opportunamente nel ciclo della programmazione/progettazione.

La prima di queste due fasi (la “pre-fattibilità”), per svolgere efficacemente il suo compito, deve aggiungere alle tradizionali verifiche di fattibilità tecnica, economica e procedurale, anche un’attenzione alla considerazione preventiva degli effetti territoriali degli interventi ed alla questione della accettabilità sociale del programma, quest’ultima finalizzata alla prevenzione di eventuali conflitti di natura sociale che potrebbero ritardare (o bloccare) il normale iter di progetto.

Nella riformulazione del ciclo di progetto, lo studio di pre-fattibilità, in linea generale, potrebbe divenire uno strumento formidabile, in grado, nelle primissime fasi di progettazione, di fornire risposte alle seguenti domande:

  • Quali sono le reali esigenze ed i fabbisogni della collettività?
  • Quali interventi/azioni/opere possono soddisfare tali esigenze?
  • Quali, tra le diverse alternative di progetto individuate, presenta maggiori livelli di utilità economico-sociale?

L’opera/intervento, una volta realizzato, sarà in grado di aumentare i livelli di utilità economico-sociale della collettività.

Una volta travate valide e positive risposte alle precedenti domande, potranno redigersi i successivi documenti di progettazione, in primis lo Studio di Fattibilità, al quale sarà demandato il compito di approfondire le analisi di fattibilità, convenienza e sostenibilità.

Cosa ne pensate?

Ritenete utile lo sdoppiamento della fattibilità?

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Letto 4953 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Gennaio 2016 10:51
Donatello Aspromonte

Analista economico, esperto in analisi costi-benefici di progetti e politiche di investimento e valutazioni di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Sito web: plus.google.com/+DonatelloAspromonte?rel=author

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