Giovedì, 14 Aprile 2011 10:35

Mitigation, Compensation & Cost-Benefit Analysis

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RIFIUTI18

L’analisi costi-benefici ha il compito principale di definire la convenienza economica, sociale ed ambientale di una determinata infrastruttura; attraverso un attenta analisi costi-benefici è possibile stabilire se il progetto crea valore per la collettività o meno. Ma accanto a questa macro-finalità, ve ne sono altre, a corollario della principale.

La prima consiste nel definire, dopo aver adeguatamente quantificato gli impatti attribuibili ad una specifica opera, le azioni di mitigazione da intraprendere per ridurre le principali esternalità di progetto (ad esempio, gli impatti visivi, il rumore, le vibrazioni, le emissioni in atmosfera, e cosi via).

Con riferimento alle esternalità, infatti, è possibile distinguerle in esternalità sistematiche ed esternalità specifiche; le prime sono quelle esternalità che possono essere ridotte adottando specifiche tecniche di mitigazione mentre le seconde sono quelle esternalità che residuano dopo aver adottato le migliori tecniche di mitigazione (e quindi non ulteriormente riducibili).

Quindi, dopo aver proposto l’implementazione delle azioni di mitigazione, sarà necessario prevedere, per quelle esternalità non ulteriormente riducibili (esternalità specifiche), delle strategie di compensazione, ossia delle contropartite (monetarie e non) da riconoscere agli stakeholder.

Questa è una fase delicatissima in quanto, dopo aver stimato il valore di costo esterno attribuibile ad ogni esternalità ed aver corretto tali dati sulla base delle azioni di mitigazione intraprese, bisognerà studiare dei meccanismi di internalizzazione degli impatti rimanenti.

Sotto tale punto di vista, la corretta definizione di meccanismi perequativi rappresenta la base per costruire “consenso sociale” nei confronti di determinate infrastrutture.

Facciamo un esempio: la realizzazione di una infrastruttura di trasporto elettrificato in ambito urbano comporta una serie di impatti esterni (rumore, vibrazioni, impatto visivo, etc) che devono essere, in prima analisi, mitigati, anche attraverso la previsione di utilizzo delle “migliori tecnologie disponibili” e successivamente, quantificati (al netto dell’attività di mitigazione).

Sulla base dell’attività di quantificazione sarà possibile disegnare un “sistema di compensazioni”, da riconoscere alla collettività, in base alla diversa percezione della fonte dell’esternalità (ad esempio, in base alla vicinanza dalla nuova infrastruttura di trasporto).

Il sistema di compensazione ha, in tale ambito, una duplice finalità:

  1. far internalizzare, al soggetto proponente, i costi esterni prodotti e non mitigabili;
  2. proporre ai soggetti percettori che subiscono il danno, una compensazione – ampiamente intesa – a ristoro del disagi da questi subiti.

Secondo voi, è giusto proporre una compensazione monetaria ai soggetti che subiscono un particolare “disturbo” associato a determinate infrastrutture?

Chi, secondo voi, dovrebbe sostenere tali oneri: il soggetto proponente, gli Enti Locali interessati o entrambi?

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Letto 5124 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Gennaio 2016 10:52

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