Lunedì, 17 Giugno 2013 15:42

Analisi Costi-Benefici come metro di misura del bene comune: da obbligo per lo Stato a Must per la politica In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(4 Voti)

SENATO18

di Andrea Molocchi e Donatello Aspromonte

Ora che il nuovo Governo di coalizione sta dimostrando di avere la forza di affrontare i grandi temi del rilancio dello sviluppo economico nel nostro Paese, e visto che ci avviciniamo rapidamente alla fase operativa della nuova programmazione comunitaria   2014-2020,  è arrivato anche il momento per riprendere la riflessione sul ruolo dell’analisi costi benefici a supporto degli investimenti pubblici e pubblico-privati, anche allo scopo di interpretare e governare al meglio il processo di formazione e stratificazione di normative che, a diverso titolo,  stanno diffondendo l’uso dell’analisi costi benefici sia fra gli operatori pubblici che quelli privati. 

Infatti, Ecba Project ha realizzato un sintetico dossier sulle normative che, in tempi recenti, hanno gradualmente introdotto obblighi di esecuzione di analisi costi benefici  ai fini della valutazione ex ante di progetti d’investimento, dove per analisi costi benefici s’intende una valutazione di utilità pubblica, comprensiva delle esternalità ambientali, e aggiuntiva rispetto alla convenzionale analisi di redditività finanziaria dell’investimento (ottica esclusivamente privatistica). Tali obblighi riguardano per lo meno i seguenti ambiti:

  • Grandi progetti a valere sulle risorse dei programmi operativi nazionali co-finanziati con risorse comunitarie (normativa sui fondi comunitari)
  • Opere pubbliche finanziate con risorse delle amministrazioni centrali (Dlgs 228/2011 e DPCM 3 agosto 2012)
  • Opere pubbliche da dare in concessione   (normativa appalti DPR 207/2010)
  • Infrastrutture strategiche (legge 350/2003 di modifica della legge obiettivo)
  • Nuovi impianti di generazione di elettricità, di produzione industriale e di teleriscaldamento > 20 MW termici (art. 14 della nuova direttiva sull’Efficienza energetica – promozione della cogenerazione e del teleriscaldamento, da recepire)
  • Normative regionali in cui l’analisi costi benefici è stata resa obbligatoria in sede di studio d’impatto ambientale (nella valutazione e selezione delle alternative progettuali)

E’ chiaro  che questo processo normativo  evidenzia una maggior attenzione della Finanza Pubblica verso l’integrazione degli aspetti occupazionali e ambientali nelle decisioni pubbliche (creando i  i presupposti per una Finanzia Pubblica socialmente più responsabile, sull’onda di una sempre più diffusa Corporate Social Responsibility nel settore privato), ma è altrettanto evidente che questo processo va accompagnato con iniziative di sensibilizzazione e di dibattito, per mantenere alta l’attenzione politica su un tema di fondo, implicito nel processo in atto: se nella finanza pubblica si sta affermando un metro economico di misura del benessere collettivo, inteso distintamente dal metro economico di misura della convenienza per il privato (redditività dell’investimento), è evidente che quel metro di misura prescinde dalle categorie di appartenenza degli Stakeholders ed ambisce ad essere un metro di misura del benessere collettivo valido per tutti, operatori pubblici così come operatori privati. Il privato è interessato al profitto, ma  è altrettanto interessato ai parametri di misura delle varie dimensioni del benessere collettivo, come gli effetti sanitari dell’inquinamento o il valore degli effetti paesaggistici di un progetto particolarmente invasivo, dato che questi aspetti finiscono per influenzare la possibilità di profitto stessa. Il privato è interessato a conoscere quale sia il metro di misura del benessere collettivo adottato dallo Stato in cui opera, e questo per dimensionare gli interventi, orientare la progettazione, ottimizzare l’allocazione delle proprie risorse destinandole alle alternative progettuali capaci di minimizzare gli impatti ambientali e sbloccare l’autorizzazione di un progetto. Se abbiamo delle normative obbligatorie che costringono gli organi dello Stato a dotarsi di un metro di misura degli Anni di Vita perduti per inquinamento, o per la Mortalità da incidente stradale, o per il valore medio dei danni attesi associati alle emissioni di CO2 in un dato anno, quali sono allora questi valori? Chi li dovrebbe individuare? Qual è il processo con cui lo Stato si sta dotando di questi parametri di riferimento, essenziali per implementare uno strumentario così sofisticato e ricco di opportunità, come l’analisi costi benefici?

Quando la politica inizierà ad occuparsi seriamente del bene comune, ovvero promuovendo la quantificazione operativa del benessere  per la collettività per consentire un processo di valutazione sistematico e trasparente, condizione necessaria se non altro per evitare decisioni poco giustificate?  

E’ ovvio che l’efficacia  reale del processo di riforma in atto dei criteri di valutazione dei progetti  dipende anche dalla volontà della classe politica di affrontare questo tema senza l’alibi della preminenza della valutazione politica sulle altre sfere esistenziali, e della volontà del  sistema di Governo di affrontare la necessaria riforma culturale con adeguati programmi di valutazione e di ricerca di accompagnamento.  

Clicca per ingrandire

ACB_figura2

____________________________________________________________

Visita il nostro sito web: www.ecbaproject.eu

Sfoglia la nostra presentazione aziendale.

coverbrochure1

Per tenerti informato sui nostri studi e sulle nostre ricerche, seguici su Linkedin.

linkedin_company_pages_3

linkedin_group_4

Seguici su Google plus.

googleplus

Partecipa ai nostri sondaggi.

torta2

Letto 3148 volte Ultima modifica il Giovedì, 21 Gennaio 2016 19:15
ECBA Project

Analisi costi benefici di progetti e politiche di investimento

Sito web: www.ecbaproject.eu

Lascia un commento

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.