Martedì, 22 Gennaio 2013 12:55

Aspetti strategici dell’analisi Costi-Benefici: alcuni cenni

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TRENO18

L’analisi costi-benefici si fonda su più scienze economiche e finanziarie, che vanno dalla Teoria della finanza pubblica (nelle impostazioni di Smith, Ricardo, Marshall prima, e di Pigou poi), alla Microeconomia classica (Kaldor, Baumol, Cournot, Hicks) alla Finanza aziendale (Markowitz, Black, Scholes, Merton).

immagine_microeconomia_finanza_pubblica

Senza voler entrate, in questa sede, in disquisizioni accademiche e dottrinali, si osserva come l’analisi costi-benefici, sotto un certo punto di vista, rappresenta un estensione della teoria macroeconomica, ricollegandosi direttamente alle interpretazioni della teoria neoclassica marshalliana dell’economia del benessere ed alla teoria Pigouviana, la quale a sua volta si basa su alcuni criteri di valutazione basilari, quali quello dell’equità e dell’efficienza; infatti, “poiché l’obiettivo dell’analisi costi-benefici è quello di valutare i benefici sociali netti derivanti da un intervento, gli effetti da considerare sono gli effetti sul benessere sociale”.

Così come l’Economia del Benessere, l’Analisi Costi-Benefici, attraverso una serie di valutazioni integrate, compara i vantaggi (ampiamenti intesi, di natura economica, sociale ed ambientale), in termini di miglioramenti del benessere collettivo, e gli svantaggi, in termini di costi esterni, relativi ai diversi possibili interventi, cercando sia di valutare il beneficio (o costo) netto dell’intervento, sia di proporre modificazioni finalizzate alla massimizzazione del beneficio netto.

scelta_razionale_irrazionale

In tal senso, la valutazione costi-benefici risponde a delle domande che rappresentano anche le domande alla base della Teoria dell’Economia del Benessere, e per questo l’ACB può essere concepita come una delle analisi adottate dall’Economia del Benessere, ad esempio:

  • Esiste un’allocazione delle risorse collettive migliore rispetto alle altre?
  • Gli effetti attribuibili all’intervento specifico sono socialmente desiderabili?
  • Tali effetti comportano un incremento o una riduzione del benessere sociale?

La risposta alle domande precedenti rappresenta la ratio sia dell’economia del benessere e, in maniera più ristretta, anche dell’analisi costi-benefici, accomunati, sotto questo punto di vista, dall’obiettivo finale della valutazione, ossia:

  • definire il miglior impiego delle risorse scarse.

In altri termini, si tratta di stabilire, ex ante, cosa aumenta il benessere sociale e cosa lo diminuisca, quale scelta economica può definirsi razionale e quale, invece, irrazionale. In termini diversi, cosa è, in termini economici, sociali ed ambientali, efficiente e cosa non lo è. A tale impostazione dottrinale, si sono aggiunte, successivamente, considerazioni mutuate dal mondo della finanza e dell’economia ambientale, quali, ad esempio, il concetto di valore del tempo e, più di recente, i concetti legati alla monetizzazione delle opzioni implicite di progetto ed alla valorizzazione delle esternalità, soprattutto di natura ambientale – costi esterni.

Sotto un profilo prettamente operativo l’analisi costi-benefici riveste un ruolo centrale, sia sotto il profilo macro che sotto il profilo micro.

Con riferimento al livello macro, l’ACB riveste un ruolo chiave e di cerniera tra le diverse analisi di fattibilità, di sostenibilità e di convenienza, in quanto le risultanze delle diverse analisi che ipoteticamente compongono uno Studio di Fattibilità confluiscono, in vario modo, nell’ACB e quest’ultima fornisce alle diverse analisi degli utili feedback valutativi.

livello_macro

Ad esempio, le considerazioni legate alle modificazioni e trasformazioni territoriali possono essere quantificate e monetizzate facendo ricorso alle tecniche che compongono l’approccio costi-benefici; si pensi, ad esempio, alla possibilità di valutare la frattura territoriale provocata da un mezzo di trasporto meccanizzato su strada o all’occupazione di spazi pubblici, che in quanto pubblici vengono sottratti alla fruizione della collettività. Si considerino, poi, le valutazioni ambientali relativi ad esempio, alle emissioni in atmosfera prodotte dall’incremento dei carichi trasportistici per effetto del potenziamento di un asse viario (traffico generato), che possono essere adeguatamente quantificate e monetizzate in base al danno causato a persone o cose. Per finire, si consideri il potente meccanismo di iterazione tra gli aspetti ingegneristici e le analisi costi-benefici, in base al quale all’economista viene demandato il compito di valutare le singole varianti/alternative progettuali sulla base del benessere creato o distrutto da ognuna di queste rispetto ad uno scenario base.

Con riferimento al livello micro, invece, l’analisi costi-benefici rappresenta l’approccio principale con il quale gestire i potenziali conflitti sociali legati a determinati opere/interventi; inoltre, l’output dell’analisi costi-benefici, ossia la quantificazione dei benefici economico-sociali netti, deve essere posto come base per la compensazione monetaria ai recettori del danno e per l’internalizzazione dei costi esterni.

livello_micro

Per approfondimenti, D. Aspromonte et al, Fattibilità e Progetto. Territorio, Economia e Diritto nella valutazione preventiva degli investimenti pubblici, FrancoAngeli, 2011

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