Venerdì, 18 Gennaio 2013 10:29

Sistema Italia più competitivo se il trasporto marittimo va a GNL

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Una nuova opportunità tecnologica ed energetica, non priva di difficoltà da superare, si sta rapidamente affacciando nel settore marittimo: il passaggio ad una propulsione navale alimentata con gas naturale, da stoccare a bordo allo stato liquefatto (GNL, in inglese LNG).

Il presente articolo fa seguito a quello precedente, GNL pronto a raffreddare il costo dei trasporti marittimi, apparso sul numero 5 di questa rivista, per approfondire e dare diffusione ai più interessanti elementi del dibattito avvenuto in occasione del Green Shipping Summit, convegno tenutosi a Genova il 30 novembre 2012, nell’ambito di Port & Shipping Tech 2012Il Green Shipping Summit di quest’anno ha infatti affrontato per la prima volta in Italia il tema del GNL per uso marino con il necessario approccio sistemico, ovvero sia dal punto di vista delle navi (tecnologie e gestione) sia da quello ancor più complesso della supply chain (logistica e infrastrutture di approvvigionamento e fornitura del GNL alle navi). Da qui il titolo del Convegno: Gas naturale liquefatto per il trasporto marittimo: attrezzare i porti e ammodernare la flotta come fattore di competitività per il Sistema Italia. La possibilità di un graduale abbandono del combustibile marino convenzionale (il cosiddetto bunker o fuel oil, residuo dei processi di raffinazione) a favore del progressivo impiego da parte delle navi del gas naturale, opzione che fino a pochi anni fa veniva considerata “avveniristica”, sta infatti guadagnando anche in Italia un’attenzione sempre maggiore da parte degli armatori e delle amministrazioni competenti, fino a prospettarsi come una soluzione tecnologica con un forte potenziale di diffusione a medio termine, non più relegata alla nicchia del trasporto del GNL, effettuato da decenni per approvvigionare i mercati del gas (i motori duali delle navi metaniere, infatti, possono usare già oggi i vapori in eccesso del carico di GNL). Organizzato da ClickUtility ed ECBA Project in collaborazione con Assoporti e Confitarma, al Green Shipping Summit di quest’anno hanno partecipato, oltre ad alcuni operatori della costituenda filiera industriale del GNL per uso marino, vari rappresentanti della pubblica amministrazione, e precisamente relatori del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero dell’Interno (Vigili del Fuoco): segnale di maturazione di uno spirito di squadra che costituisce la condizione imprescindibile per riuscire a creare, nei prossimi anni, le condizioni regolamentari (ivi incluse le necessarie misure di sostegno), amministrative e gestionali per l’eventuale decollo in Italia dei progetti di filiera e dei relativi investimenti infrastrutturali e navali. Da dove nasce l’interesse di ECBA project, società di consulenza specializzata nell’analisi costi benefici dei progetti di investimento, per il tema del GNL? Proprio dal contributo, a nostro parere essenziale, che le metodologie di analisi costi benefici possono dare sia ai decisori pubblici sia agli operatori privati per ponderare le iniziative mirando a ottimizzare la loro effettiva utilità per la collettività, creando quindi i presupposti per la razionalizzazione del dissenso e la minimizzazione dei livelli di rischio; questo in un quadro conoscitivo orientato a ottimizzare le opportunità ambientali e sociali (a partire dagli effetti occupazionali, troppo spesso trascurati nelle valutazioni pubbliche).

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