Mercoledì, 01 Ottobre 2014 09:53

FMI: occorre aumentare la qualita' degli investimenti infrastrutturali migliorando la valutazione dei progetti e l'analisi rigorosa dei costi-benefici In evidenza

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Sembra che il nostro paese, a differenza di altri, sia poco avvezzo, se non recalcitrante, all’utilizzo di metodologie finalizzate ad una valutazione quantitativa preventiva dei progetti.

Oltre ai principali paesi industrializzati, anche le principali istituzioni internazionali riconoscono l’importanza strategica dell’analisi costi-benefici dei progetti infrastrutturali. Fra queste, la Banca Mondiale, l’Ocse e, dulcis in fundo, la Commissione europea che, per favorire la diffusione dell’analisi costi-benefici come strumento per il miglioramento della qualità delle decisioni infrastrutturali, ha rilasciato prima nel 2003 e poi nel 2008 una Guida che definisce la procedura di analisi e uniforma i criteri valutativi e le metodologie per lo svolgimento delle diverse fasi di analisi.

A questi si è aggiunto, di recente,  anche il Fondo Monetario Internazionale: infatti, come riportato da Il Sole 24 Ore – RadioCor, “l'istituzione guidata da Christine Lagarde sostiene che la spinta del Pil da investimenti pubblici più alti è particolarmente forte se gli investimenti pubblici stessi sono fatti in periodi di debolezza economica e di politiche monetarie accomodanti. Per il Fondo, una priorità chiave nelle economie con efficienza relativamente bassa nell'investimento pubblico dovrebbe esser l'aumento della qualità degli investimenti infrastrutturali migliorando per esempio valutazione, selezione e realizzazione dei progetti e l'analisti rigorosa dei costi-benefici. L'Fmi è convinto che le "infrastrutture pubbliche siano una parte indispensabile dell'economia". Eventuali inadeguatezze "si sento immediatamente: interruzioni elettriche, insufficiente fornitura d'acqua e strade decrepite condizionano la qualità della vita delle persone e presentano barriere significative allo svolgimento delle attività aziendali".

Ma perché l’analisi costi-benefici è così importante?

Il motivo è semplice: l’obiettivo dell’analisi costi-benefici è quello di quantificare le diverse voci di costi e di beneficio (economici, sociali ed ambientali) di una specifica infrastruttura, e di dire no se i conti per la collettività (cittadini e imprese) non tornano, ossia se i costi sociali ed ambientali superano i benefici.

In altri termini, dire no se l’opera serve solo al proponente o all’amico del politico, dire sì solo a quei progetti che dimostrano, sulla base di un procedimento di calcolo trasparente e uniforme per tutti i progetti, un incremento netto e sostanziale di benessere collettivo.

Probabilmente l’analisi costi-benefici non è la panacea di tutti i mali, ma sicuramente l’adozione sistematica di questa metodologia potrebbe contribuire a cambiare il modo di fare politica e di interpretare la rappresentanza pubblica nelle procedure di spesa per infrastrutture, migliorandone l’efficacia e l’efficienza.

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