Venerdì, 11 Ottobre 2013 09:18

GNL 1-10-100: 1 miliardo di investimenti nella supply chain del GNL marino per 10 miliardi di benefici ambientali e 100 miliardi di nuovi investimenti navali In evidenza

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Il GNL come combustibile marino offre grandi opportunità di miglioramento ambientale del trasporto marittimo, soprattutto in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e,  anche se in minor misura, di riduzione delle emissioni di CO2. IL GNL si propone come combustibile pulito in grado di ottimizzare i benefici per la salute nello scenario di sviluppo sostenibile dei prossimi decenni, in cui il trasporto marittimo dovrà puntare soprattutto sul miglioramento dell’efficienza energetica per ridurre le emissioni climalteranti.

Andrea Molocchi, partner di Ecba Project ed esperto di valutazione ambientale, dichiara: “Abbiamo stimato che la diffusione del GNL  nel Mediterraneo potrebbe ridurre i costi esterni sanitari e ambientali del trasporto marittimo fino all’83%, con un beneficio ambientale nell’area del Mediterraneo che può superare i 10 miliardi l’anno.”

Il GNL sta emergendo come un valido combustibile marino, alternativo ai prodotti petroliferi, soprattutto per ragioni economiche: è infatti molto più conveniente  rispetto al costosissimo gasolio marino a basso tenore di zolfo, che lo shipping si stava rassegnando a usare obbligatoriamente per rispettare le future normative ambientali.  Non solo: allo stato attuale dei prezzi relativi del gas e del petrolio, il GNL  è anche del 15-25% più conveniente rispetto al combustibile marino ad alto tenore di zolfo, oggi ancora utilizzato come principale fuel navale nel Mediterraneo. Negli ultimi due anni in tutto il mondo si è  innescato un processo di  innovazione volto a sfruttare il vantaggio  competitivo del GNL come carburante marittimo, e il cluster marittimo italiano dovrà dare una risposta di sistema per superare i rischi di eventuali ritardi e realizzare le opportunità di questa trasformazione.  La proposta di direttiva europea sulle infrastrutture per i combustibili alternativi è intervenuta tempestivamente per promuovere un mercato unico del GNL e sviluppare la rete di distribuzione del GNL per i trasporti, sia terrestri che marittimi, attraverso obblighi nei porti.  

Donatello Aspromonte, partner di Ecba Project ed esperto di analisi economico-finanziaria:  “In base alle nostre stime preliminari, gli investimenti in Italia associati alla proposta di direttiva sono compresi fra 700-1100 milioni di euro al 2020 (a seconda della possibilità o meno di adeguare i terminal di importazione esistenti), suddivisi  fra  infrastrutture di stoccaggio e distribuzione (400-600 milioni) e investimenti per la costruzione di bettoline e navi di bunkeraggio  del GNL (300-500). Agli investimenti per lo sviluppo della supply chain marina, bisogna aggiungere quelli necessari per il rinnovo  e, ove possibile, adeguamento della flotta nel prossimo decennio, e qui si parla di miliardi. La proposta di direttiva europea rappresenta quindi una grande occasione di recupero della competitività dell’industria europea dai trasporti a livello globale, a partire dalla cantieristica  navale”.

Per approfondimenti, leggi l'articolo su MILANO FINANZA

Leggi l'intervista su GREENBIZ

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