Infrastrutture e Trasporti
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Nella fase di ideazione e di valutazione della fattibilità economica di un’infrastruttura assume un ruolo centrale l’analisi costi-benefici, la quale, se condotta con il giusto rigore metodologico e con strumenti informativi avanzati consente:

  • di dimostrare la redditività finanziaria e l’utilità collettiva di un progetto infrastrutturale;
  • di motivare l’accesso a strumenti di sostegno finanziario, di derivazione comunitaria e nazionali, che richiedono, ai fini dell’ottenimento del contributo, la redazione di un’attenta analisi costi-benefici, impostata secondo le linee guida della Commissione Europea.

Due nuovi Programmi di sostegno agli investimenti sono stati recentemente approvati, che richiedono obbligatoriamente l’esecuzione di un’analisi costi benefici per usufruire del sostegno finanziario.

Il primo è il Programma Operativo Nazionale “Infrastrutture e Reti” 2014-2020PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 (che aggiorna e sostituisce il PON Infrastrutture e Trasporti 2007-2013), approvato dalla Commissione Europea con Decisione C(2015) 5451 del 29 luglio 2015. Il PON Infrastrutture e Reti 2014-2020, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo RegionaleFESR - e dal Fondo di rotazione nazionale, concentrerà le proprie risorse sulle reti TEN-T e sui sistemi di trasporto sostenibili focalizzandosi su tre settori d’intervento prioritari: le infrastrutture ferroviarie, le infrastrutture portuali e i sistemi di trasporto intelligenti (Intelligent Transport Systems – ITS).

Si evidenzia che nel capitolo del PON relativo ai “Principi guida per la selezione delle operazioni” viene ribadita l’importanza che i proponenti presentino non solo progetti rispondenti agli obiettivi del Programma, ma anche un’analisi costi-benefici (ACB) di qualità: “Conformemente all’art. 110 del Reg. (UE) 1303/2013, le operazioni cofinanziate sono selezionate sulla base dei criteri approvati dal Comitato di Sorveglianza. Nella definizione dei criteri si terrà conto, anche attraverso analisi di tipo tecnico-economico, dei requisiti di maturità richiesti per gli interventi, con particolare riferimento alla presenza dell’ACB)” (…).

Il secondo è il Programma FEIS - Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (o anche EFSI, European Fund for Strategic Investments), Regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 giugno 2015, in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2015, che tra gli obiettivi prioritari ha quello di “aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti strategici, trasformativi e produttivi che presentino, sotto il profilo economico, ambientale e sociale, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione”.

In sintesi, il FEIS, come prevede l’articolo 3 del Regolamento, “mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI (Banca Europea degli Investimenti), intende sostenere, all’interno dell'Unione, sia gli investimenti strategici che un maggiore accesso ai finanziamenti da parte di entità che contano un massimo di 3.000 dipendenti, con particolare attenzione per le PMI e per le piccole imprese a media capitalizzazione (art. 3 del Regolamento)”.

L’accesso al FEIS è riservato agli investimenti considerati economicamente e tecnicamente sostenibili, sulla base di un'analisi costi-benefici che deve essere redatta secondo le norme dell'Unione, tenendo conto del sostegno e cofinanziamento ad opera di partner privati e pubblici di cui può beneficiare un progetto (Cfr. articolo 6 del Regolamento, Criteri di ammissibilità per l'impiego della garanzia dell'Unione)

ECBA Project, adottando un approccio integrato alla valutazione, attraverso un attenta valutazione dei livelli di fattibilità e sostenibilità economico-finanziaria degli interventi progettuali e degli impatti economici, sociali ed ambientali imputabili alla specifica infrastruttura, affianca il Proponente nella redazione dei documenti economici e finanziari richiesti dalle Istituzioni nazionali e comunitarie.

Inoltre, si ricorda che l’analisi costi benefici è uno strumento di valutazione utile anche nella fase di progettazione vera e propria di un’infrastruttura, in quanto essa consente:

  • di scegliere, tra più alternative o varianti progettuali, quelle che massimizzano il benessere della collettività;
  • di prioritarizzare gli interventi di mitigazione degli impatti ambientali (analisi costi benefici delle opzioni di riduzione dell’impatto ambientale);
  • di studiare ed implementare meccanismi di equità distributiva, attraverso l’utilizzo congiunto di strumenti di “compensation”;
  • di implementare in itinere, ossia nel corso dell’attività di ideazione/progettazione di progetti e politiche infrastrutturali, delle strategie per prevenire e mitigare il conflitto sociale –consensus building & conflict resolution.

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